Articolo di AD  copyright maggio 2008 - titolo: il Beatmaker & gli Strumenti
articolista: AD    
 
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Cari amici di Bumchaka, benvenuti in questo primo appuntamento di Beatmaker’s area, questa rubrica è dedicata a chiunque, dal più esperto al principiante, ma soprattutto per chi vuole iniziare a muovere i primi passi o a chi semplicemente vuole sapere qualcosa a riguardo.
Il Beatmaking nasce con la musica Hip Hop negli anni ‘70 dallo sviluppo del Djing, da cui appunto viene il nome di Dj produttore, dove si inizia a muovere i primi passi su campionatori e Drum machine fino ad arrivare ad oggi con l’utilizzo di svariati software.


Il
CAMPIONATORE è lo strumento principale del beatmaking, questo strumento permette appunto il campionamento, cioè una sorta di riciclaggio di suoni o vecchie canzone (in genere soul e jazz) per creare nuove basi, che ha caratterizzato fortemente questo genere musicale.
Tra i campionatori che hanno fatto la storia dell’ Hip Hop non si può tralasciare la mitica serie MPC della AKAI che comprende Akai mpc 60, 500, 1000, 2000, 2000xl, 3000, 4000 e 5000

Il CAMPIONATORE è dotato di un sistema 16 bit, di una memoria interna (espandibile fino a 128 mb), di convertitori A/D (analogico/digitale) e di protocollo MIDI con il quale è possibile effettuare collegamenti con moduli sonori, sintetizzatori e pc (nell’ akai mpc 500, 1000, 4000 e 5000 è possibile collegarli con la porta USB

 
     
 

La DRUM MACHINE è uno strumento in grado di riprodurre fedelmente le batterie, le più famose sono la TR-808 e la TR-909 della Roland.

 
   
     
 

Un altro strumento divenuto ormai importante nel beatmaking è il SINTETIZZATORE, molto simile ad una tastiera che riesce a riprodurre autonomamente svariati suoni emulando suoni già esistenti di strumenti analogici e creando suoni non esistenti in natura.

 
 

Alcuni sintetizzatori possiedono all’interno anche sequencer e campionatori.

Ovviamente, come per ogni cosa, l’evoluzione della tecnologia ha fatto si che tutto l’hardware possa essere stato riprodotto fedelmente sotto forma di software, infatti nel 1989 la casa Steinberg creò Cubase SX1, un sequencer inizialmente creato solo per la registrazione digitale.
La stessa casa aggiornò infine Cubase con la versione SX2 ed SX3 e infine Cubase 4 (che perde il termine SX) inoltre venne creato Nuendo (quasi identico a Cubase).
Parallelamente si fecero notare anche la Sony che creò il Famoso sequencer Acid music Studio, la Image-Line che creò Fruity Loops (da molti considerato un giocatollo ma pieno di potenzialità e che ha dato parecchio filo da torcere agli altri software), la Propellerhead che creò Reason, La Cakewalk che creò Sonar, la Digidesign che creò Pro Tools (da poco tempo compatibile anche su piattaforma windows) e la Apple che creò Logic (solo piattaforme Mac).
Attualmente il ruolo del beatmaker è diventato molto importante anche nel settore discografico, oltre alla creazione della base spesso il produttore si occupa anche del mixaggio equalizzazione e della registrazione digitale, e per questo è diventato a far parte di ogni settore musicale e non solo dell’ Hip Hop.

 
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  COSA DEVE CONTENERE UN BUON HOME STUDIO?  
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Come ho già scritto il beatmaker spesso non ha solo il ruolo di musicista ma si occupa anche della produzione di tutto il lavoro lavorando quasi esclusivamente nel proprio Home Studio.
L’Home Studio a seconda delle esigenze di chi lo utilizza è composto da diverse componenti:
CAMPIONATORI, DRUM MACHINE e SINTETIZZATORI (hardware o software);
COMPUTER, in genere Mac o Windows;

 
     
 

- SCHEDA AUDIO, da collare al pc (spesso con l’USB) presenta ingressi rca e jack da 6,3mm (alcune anche xlr per i microfoni e MIDI per i sintetizzatori;

 
   
     
 

- MIXER, collegabile alla scheda audio attraverso l’rca contiene anche ingressi jack 6,3mm per strumenti come chitarre e bassi elettrici e ingressi xlr per i microfoni;

 
   
     
 

- CONTROLLER MIDI, funzionano solo con alcuni software (tramite USB) e possono controllare mixer o tastiere virtuali;

 
   
     
 

- CASSE MONITOR, differenti dalle normali casse possono essere attive, se autoamplificate o passive, se necessitano di amplificazione esterna;

 
   
     
 

- MODULI SONORI, apparecchi che vengono collegati a campionatori, sintetizzatori o tastiere mute (controller MIDI) attraverso il MIDI, contengono numerose gallerie di suoni sintetizzati. Da qualche anno sono stati quasi del tutto rimpiazzati dagli strumenti virtuali (VST);

 
   
     
 

- CUFFIE, per un migliore ascolto durante l’editing musicale e per riprodurre la musica durante la registrazione;

 
   
     
 

- MICROFONO A CONDENSATORE, a differenza dei microfoni dinamici, quello a condensatore necessita di un’alimentazione esterna (phantom) presente in alcune schede audio e nei mixer.
Si collega tramite uscita xlr.

 
   
     
 

Siamo giunti al termine di questo primo appuntamento, ringrazio chi è arrivato a leggere fino a qua e vi do appuntamento al prossimo mese con una nuova sezione di beatmaker’s area.