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ARTICOLO A
CURA DI |
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Selene EllZed Grandi |
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Quando parliamo di
scena HipHop in Italia LEI non può essere messa da parte. Nonostante
dichiari con precisione di non AVER sposato l’HipHop e di non
sentirsi legata a questa cultura,ha nel suo modo di pensare e di
comportarsi molte più caratteristiche e valori di quanto non abbiano
altre ragazze che al contrario si dichiarano Fly Girl sostenitrici
della Doppia H. La Madonnina è intelligente e con una visione fin
troppo realistica della discografia e dei suoi problemi. E’ una
donna matura e molto consapevole. |
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LA MADONNINA |
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Domanda spezza ghiaccio : Come
ti sei avvicinata al mondo dell’HipHop? Come sono
arrivate le prime rime?
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Scrivo da quando ero
ragazzina, e ,diciamo da quando avevo tipo dodici anni
,mi scaricavo da internet i testi dei pezzi musicali
in inglese di un pò tutti i generi e li traducevo in
italiano. Mi ero accorta che quelli hip hop, almeno
alcuni, dicevano cose in cui mi rispecchiavo di più.
Poi quando ho iniziato a scrivere per la musica, un
po’ tardi in verità tipo sui ventidue anni, all’inizio
non volevo definire rap quello che facevo. Io non sono
cresciuta con questa cultura, anche se mi ha sempre
affascinato e ascoltavo il rap underground americano e
francese, e una parte di quello italiano. Poi è venuta
così.
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Ma quindi credi nella cultura HipHop
o semplicemente usi il Rap come mezzo di espressione
musicale?
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Diciamo che se avrò un figlio lo
manderò a fare break a tre anni!! Per il resto mi piace la
gente che dice quello che pensa, in modo diretto e senza
fronzoli e per me il rap è questo, poi appunto mi piace
vedere la gente breakkare, la spray-art invece non l’ho mai
capita molto proprio come philosophy, né quella illegale da
assalto né quella grafica e pulita: dopo un po’ mi annoia e
preferisco i quadri e la pittura in generale. Impazzisco per
il djing (ma questo non solo per la musica HH) … no diciamo
che non ho sposato l’HH, a me piace tutto quello che ritengo
creativo e originale e soprattutto quello che mi da la
possibilità di esprimermi liberamente.
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Se ami tutto ciò che ti dà la
possibilità di esprimermi liberamente,ami i breaker,fai
Rime…in qualche modo non si può dire che sei totalmente
slegata dal concetto di HipHop.
Posso chiederti molto tranquillamente se per caso hai
avversioni o disagi nei confronti di chi “c’è dentro”?
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Ho perso il conto delle situazioni
in cui mi sono sentita a disagio e delle persone che mi
hanno suscitano avversione! Ma nell’hip hop mi capita meno
che nella tekno, e in queste due ancora meno che in altre
“scene”. Diciamo che no, non mi sento slegata, per niente. E
non l’ho nemmeno detto prima eh! Sono sempre stata convinta
del fatto che ogni gruppo umano presenta lo stesso schema:
un po’ di gente bella, umana, interessante, con cui
scambiare in modo costruttivo e divertirsi condividendo, e
una manica di stronzi egoisti e incattiviti. Bisogna solo
trovare le persone giuste. Quando non le trovo mi incazzo,
urlo, offendo e in poche parole le allontano da me...
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Potresti spiegarci la scelta del tuo
nome
artistico : LA MADONNINA?
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La madonnina è il soprannome con cui
un gruppone di amici con cui ho girato per tanti anni
l’Italia,ma che di base stavano a Bologna,mi chiamava. Gente
della scena tekno rave. Credo che abbiano iniziato a
chiamarmi così intorno al 2000, a Bologna, io ero la più
piccola di tutti, sono di Milano e la madonnina è la statua
dorata che c’è sopra il duomo per chi non lo sapesse, et
voilà…se non vi basta come spiegazione chiedetelo a loro!!
Io come nome d’arte mi ero scelta ALLERTA MC,ma LA MADONNINA
ha prevalso: era inutile imporre un nome diverso quando poi
mi chiamavano ancora così!!
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Ha prevalso anche grazie al tuo
primo progetto musicale : “ Blasphema” nel 2008? O il titolo
è accidentale? Potresti comunque dirci qualcosa su questo
tuo lavoro?
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No non direi. Il gioco di parole
“allerta la madonnina” in quel progetto era ancora presente.
E lo uso ancora adesso perchè mi fa ridere. Dicono sempre di
me che sono “una tipa molto sveglia”, quindi insieme ci
stavano bene. Era una provocazione, un ricondurre la
finzione alla realtà. Anzi forse da lì in poi, cioè da
quando ho deciso di tenere “la madonnina”, allora la cosa di
giocare sulla religione ha preso piede. La scelta del titolo
di Blasphema potrebbe venire da quello,ma non la so spiegare
precisamente!!Questo lavoro nasce nel 2007. Abitavo a Roma
da un anno, dove mi ero trasferita dopo essermi laureata, a
23 anni, per vari motivi,ma anche perché avevo una serie di
contatti dei miei vecchi amici di Bologna che si erano
trasferiti lì. Avevo iniziato a caricare un po’ di pezzi
registrati a casa mia con un computer, un microfono da live,
una M-audio comprata su ebay a poco, sopra strumentali
americane scaricate da internet e in molti avevano
commentato, mi incitavano ad andare avanti e così ho deciso
di autoprodurmi l’ep. Per capirmi meglio diciamo, per avere
un qualcosa su cui lavorare che non fosse one-shot e nemmeno
aspettare che qualcuno mi producesse: avevo troppa voglia di
scrivere e cantare, come un fiume in piena in quel periodo!
Ho chiesto a LOU CHANO, con cui stavo in crew da ragazzina a
Bologna e che conosco da non so più quanti anni, di darmi
una dritta per uno studio che non mi costasse troppo, dove
avrei potuto sentirmi libera di mettermi alla prova in
questo progetto senza troppe menate, e lui mi passò il
contatto di GIORDY un ragazzo romano giovanissimo, bravo,
dolcissimo, che aveva lo studio a Bravetta in un box, e che
purtroppo era già malato di leucemia ed è morto l’anno
scorso. Le basi originali presenti in Blasphema sono del
CUNS, King Kong Posse di Roma, essenzialmente tatuatore
nella vita, ma i suoi gusti musicali mi piacciono e siamo
amici, e poi mi contattarono via internet gli ALCHIMISTI,
gruppo di Torbella Monaca: con RUSH L abbiamo scritto “Puoi
Fare” e la base è diKEY ONE.Delle sessioni di registrazione
ho dei bei ricordi: la prima volta che ho messo le cuffie
nella saletta e ho sentito la mia voce in un microfono serio
da studio quasi tremavo: è un’emozione che mi piace, e poi
seguire la post- produzione con un GIORDY che era sempre
entusiasta delle sue macchinette nuove e dei nuovi trick che
qualcuno gli aveva spiegato era figo. Lui era spontaneo e di
un entusiasmo autentico, quindi una buona compagnia per me...è
veramente triste quello che gli è successo, come puoi
immaginare. Quando uscivo dallo studio invece ero piena di
dubbi e sapevo che comunque quel progetto, con tre
strumentali americane di cui non avevo i diritti, non mi
avrebbe portato chissà dove: era comunque non promuovibile
neanche volendo… però invece alla fine mi ha dato occasione
di fare tanti live e poi è stato un biglietto da visita per
featuring e collaborazioni di vario tipo. Poi con un mio
amico regista, grandissimo, KRISTOPH TASSIN, abbiamo girato
il clip di “La rivolta della madonna”.
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Adesso invece stai lavorando a
qualche progetto? ( Collaborazione o Disco tuo? )
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Le ultime cose che ho fatto sono
“Questa è la mia vita” uscito con l’etichetta Waxkillers, di
cui è uscito il videoclip prima di quest’estate, poi è
recentemente uscito un singolo sul mixtape di FABIO BAX
“Blasfemia”, si chiama “Stop religion” (feat. Velheno e Bax),
ed è in uscita un pezzo un po’ particolare: per la Volo
Libero Edizioni : CLAUDIO BERNIERI ha scritto un libro sui
cantautori italiani che si intitola “Non sparate al
cantautore” (tutte le info sono su
http://www.vololiberoedizioni.it/), e al libro è stato
associato il cd “I buoni maestri” ( distribuito da SELF ),
in cui band milanesi hanno reinterpretato pezzi storici
degli anni ’70. A me è toccato “Avola”, scritto da DARIO FO
e interpretato daENZO DEL RE. Ho ricantato il testo
originale e poi ho scritto le rime di una seconda parte,
mia. Il pezzo si chiama “Avola Sinc”. Libro e cd sono stati
presentati il 16 ottobre a Vinilmania (75° Fiera
Internazionale del disco e del cd, a Novegro). Per le
prossime produzioni, come si dice, “di domani non c’è
certezza”, e come dice la madonnina:”io vado a ispirazione”.
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Che emozioni hai e trasmetti quando
sei su un palco? Trovi un limite essere donna nella ricerca
di date o spazi in cui esibirti?
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Salgo sul palco e faccio il mio
show, cercando di accompagnare in un certo senso il pubblico
a capire quello che voglio dire e sopratutto lo spirito con
cui lo faccio. Mi ci concentro perchè sono stata e sono una
del pubblico e non mi piacciono i poser e quelli che non mi
trasmettono passione. E anche condividere il palco con
persone di quest’ultimo tipo mi demotiva. Sul fatto di
essere donna direi che le difficoltà hanno una ragione
soprattutto psicologica. Imporre la propria visione,
autodefinirsi e soprattutto valorizzare il proprio lavoro,
senza diventare patetiche o presuntuose, non è una cosa
facile, nel rap come nella vita,ma alla fine è così anche
per i maschi quindi non sono sicura che sia una differenza.
Diciamo che numericamente noi siamo di meno e c’è meno
spirito di gruppo. Per il resto, credo che sia una questione
di quanto ci si vuole mettere in gioco più che altro. Io non
ho avuto problemi ad avere spazi, e per le date mi sono resa
disponibile per un periodo, perchè volevo vedere se
viaggiare per i live mi piaceva. Ma io ho già viaggiato
moltissimo, per la tekno prima, per lavoro dopo. E
preferisco in questo momento concentrarmi sulle produzioni.
Spesso ultimamente quindi sono io a dire di no. Di certo
alcuni che conosco che organizzano date, anche amici, non mi
chiamano nel loro giro. Ma spesso è perchè ho litigato con
qualcuno (e ne sono fiera, in caso contrario mi chiarisco)
oppure non gliel’ho data, oppure non gli piace la mia roba.
A Roma si dice sticazzi! A casa mia si dice volere è potere.
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Come vedi il Mercato Discografico
Italiano?
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Forse ci scriverò la mia tesi della
laurea magistrale su questa domanda, quindi non so quanto ti
convenga farmela!! Diciamo che, in generale, non mi piace
vedere tutto nero e parlare di quello che non conosco. Io mi
documento, sto leggendo dei libri di analisi socio-economica
e culturale del settore, e aldilà di questo, non ho voglia
di essere disfattista.
Io odio il disfattismo! Se vuoi puoi farmi delle domande più
precise e restringere il campo.
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Restringiamo il campo allora. Anche
se credo che la mia domanda sarà comunque più complessa : un
tuo parere sulla Mafia Discografica e sul modo in cui quest’ultima
agisce sul Mercato.
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Oddio mafia è un parolone. La mafia
uccide!! Questi per fortuna si limitano a produrre un sacco
di fuffa! Sto sdrammatizzando solo perchè come avrai capito
da altri miei interventi in altre occasioni io preferisco
parlare dei fatti e di quello che si può fare, piuttosto che
combattere contro entità astratte. Però ti rispondo.
Questo sistema economico vuole dei prodotti poco scomodi e
molto standardizzati, icone utilizzabili come figurine e
ritmi di produzione troppo veloci e predeterminati. Chi
riesce a stare al passo vince, ma magari fa una vita brutta
e/o vende dei dischi di merda. Ma il mondo delle major
discografiche comunque non lo conosco in maniera diretta.
Quello delle indipendenti è un disastro: troppa gente
improvvisata e in generale poche prospettive.
La buona notizia è che i nuovi formati digitali e internet
stanno rivoluzionando tutto. Chissà che non cambi in meglio
l’assetto del mercato! Mai dire mai, io ci credo nel
miglioramento.
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Ti ringrazio per averci prestato
attenzione e per aver accettato di essere intervistata. Noi
gestiamo un portale che tratta l’HipHop come cultura,le sue
sfumature,le sue discipline e in generale tutta la musica
nera. Sapevo dal principio che non ti sentivi “sposata con
l’HipHop”. Per cui…secondo te,perché ho voluto intervistarti
e presentarti in qualche modo ai nostri utenti?
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Dimmelo tu!
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Te lo dirò…te lo dirò…!
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