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ARTICOLO A
CURA DI |
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Selene EllZed Grandi |
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Seven Soul Sins è il
nuovo disco solista di MichaSoul ( cantante del noto gruppo HipHop
Fuoco negli Occhi ). Si tratta di uno splendido lavoro soul in cui i
vizi capitali vengono presi come spunto in maniera del tutto
eccentrica e personale. MichaSoul ,attraverso questa intervista,ci
racconta di come è nato questo progetto e di chi ha collaborato.
Della situazione in generale della Donna Artista in Italia e delle
crepe della situazione Discografica Mondiale. |
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MichaSoul |
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Seven Soul Sins,il tuo nuovo
album, è uscito ormai da qualche mese. Sei soddisfatta
dei risultati raggiunti?
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Mah, difficile rispondere
perché purtroppo ,ma anche per fortuna, ho scoperto di
essere incinta a Novembre 2010, quindi poco prima
dell’uscita del disco che ricordo è uscito per Semai a
Febbraio di quest’anno. Ho provato comunque a portare
in giro il live, ma per piccoli problemi mi è stato
impossibile proseguire dopo il quarto mese di
gestazione. Di conseguenza, lo scopo primario del mio
disco, ovvero la possibilità di suonare in giro per
l’Italia, non si è realizzato. In base a questo
quindi, mi vien da risponderti che non sono
soddisfatta. Se prendiamo poi anche in considerazione
il fatto che nonostante l’ottima promozione del mio
ufficio stampa, non ho attirato molta attenzione (vedi
il video SoulFood praticamente passato inosservato e
mai passato in TV) allora finisco col dirti che non
solo non ne sono soddisfatta, ma addirittura delusa.
MA non demordo. Dal 2012 mi rimetto in carreggiata con
tutte le carte per poter raggiungere il mio scopo.
Porto in giro il disco con una band da paura. Uno show
professionale e di qualità che non potrà non piacere.
Fammi questa domanda nel 2013 e vediamo se le cose
sono cambiate….
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Ti rifarò la domanda fra due annetti
allora. Ma i Media e le Realtà Web di settore non hanno
giocato un ruolo importante nei tuoi confronti?
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In primis, il mio ufficio stampa ha
giocato un ruolo molto importante,ma fondamentale è stato
anche il passaparola. Ad esempio SUSANNA LA POLLA ha scritto
un articolo su di me molto bello su La Repubblica dopo aver
sentito che era uscito il disco solista della cantante dei
FNO. Alcune radio mi hanno intervistata, ma non ha influito
aimé sul risultato. Il resto della realtà mediatica non mi
ha aiutata più di tanto...
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Al di là della delusione, proviamo a
concentraci sul disco in sé : Potresti raccontarci come ti è
venuta l’idea di inserire i sette vizi capitali all’interno
di un progetto musicale Soul?
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Diciamo che prima ho deciso di fare
un disco da solista, poi ho cercato un beatmaker - che sono
poi diventati due (ricordo che trattasi di HIKO e FRESHBEAT)
- che potesse fare al caso mio ed infine ho iniziato ad
improvvisare qualcosina sui beat selezionati mentre cucinavo
(in genere era l’unico momento in cui avevo del tempo da
dedicare alla musica). La prima frase che mi è venuta in
mente ,cantando sul brano che oggi è intitolato “So high” e
tratta la pigrizia ,è stata “I just wanna stay all day in my
bed cause I feel lazy” ( vorrei solo starmene tutto il
giorno a letto perché mi sento così pigra!!”) ..mi è
talmente piaciuta la frase e il mio modo di cantarla che mi
sono detta “la tengo! e parlerà della mia pigrizia!” Da lì
la lampadina si è accesa: la pigrizia è un peccato capitale.
Il mio album potrebbe avere questo filo conduttore e potrei
fare un brano per peccato”. Il resto è storia. Ovvero il mio
album.
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Sei di fatto Italo-Belga,hai fatto
parte di progetti musicali internazionali e collabori
assiduamente con due diversi gruppi : I -FUOCO NEGLI OCCHI-
esponenti dell’HipHop in Italia e con – THE FUNK ADDICTION –
con i quali riproponi cover Funk e Soul. Sei una voce black
a tutto tondo insomma. Dinamica e sicuramente con una
visuale amplia della situazione discografica in Italia e
all’estero. Ci sono falle in questo sistema? Siamo
discriminati e derisi a ragione? Secondo la tua esperienza
l’Italia ha delle crepe rispetto al resto del mondo?
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Il discorso discografico MONDIALE ha
delle crepe. Sì insomma, prima di tutto, si vendono meno
dischi di una volta causa il digitale. Secondo, le major
hanno preso paurosamente il sopravvento nel mercato della
musica e la loro promozione mediatica è di gran lunga
superiore e in grado di dirti quello che devi comprare o
andarti ad ascoltare in concerto o in TV o alla radio. Le
realtà indipendenti stanno facendo i conti con questa
monopolizzazione rimettendoci soldi e spesso non rientrando
nelle spese. Questo è più o meno il quadro generale che
tutti noi conosciamo. Nello specifico, in Italia, la
questione si aggrava se pensi che gli artisti che vendono
maggiormente sono quelli che esistono da decenni. Un Vasco
Rossi, una Pausini, un Ramazzotti. Aggiungici le meteore
create dai mostri televisivi quali X-factor e Amici. Se da
una parte è un bene che il pubblico italiano sia legato
irrimediabilmente ai suoi cantautori italiani, dall’altra
non sembra esserci spazio per la curiosità verso la musica
europea. Si tende piuttosto ad assimilare quasi
automaticamente ciò che ci propongono gli Stati Uniti, senza
godere del potere di scelta e del libero arbitrio, così,
passivamente ascoltando la radio e lasciando che ritornelli
orecchiabili ci plagino le orecchie. Inoltre, ciò che
penalizza molto i lavori dal sapore internazionale come il
mio album, oltre ad essere uscito con una piccolissima
etichetta indipendente, è la lingua. Non è un segreto che in
Italia chi parla e capisce la lingua inglese fa parte di una
minoranza che tra l’altro non sembra essere incuriosita o
interessata ad un lavoro made in Italy cantato in un’altra
lingua. Forse se il mio album fosse cantato in italiano,
avrei avuto un seguito più soddisfacente.
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Posso sapere un tuo punto di
vista,al di là del discorso linguistico,sulla Donna Artista
in Italia? I modelli che vediamo in televisione o nelle
radio sono quello che gli Italiani vogliono o quello che
viene fatto piacere?
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Bella domanda. Allora, io penso che
dipenda dai settori artistici e dal pubblico a cui vogliamo
riferirci. Ad esempio, nella letteratura la donna ha ancora
molta importanza e non mancano le scrittrici meritevoli di
successo con un buon seguito. Nel teatro e nel cinema non lo
so, forse i tempi sono cambiati e anche in questo settore
oltre alla bravura vengono richieste altre caratteristiche
che poco hanno a che vedere con la recitazione. Nella musica
dipende soprattutto dal genere e dal pubblico. Il pubblico
maturo apprezza cantautrici quali Donà e Consoli e altre cui
talento è indiscutibile e va premiato. Ma sono davvero poche
quelle che riescono a farsi notare se si prende in
considerazione ciò che VA di più e che VENDE di più.
L’acquirente numero uno è il tredicenne così come
l’adolescente. Nella maggior parte dei casi questo tipo di
pubblico predilige artisti di facile ascolto, i tormentoni,
i personaggi televisivi, la cantante banale ma figa
piuttosto che quella dotata di personalità artistica ma
bruttina. Alla fine chi ha più successo è l’artista nella
quale si possono riflettere le giovani teen-agers. L’artista
rappresenta il suo pubblico e se il pubblico giovane ha come
valori quello che vediamo in giro, bhé, è facile capire
perché l’artista donna-oggetto va per la maggiore. Per
quanto riguarda la televisione stendiamo davvero un velo
pietoso. Non penso tuttavia che il modello di donna che
vediamo in TV sia quello che “viene fatto piacere”. Penso
piuttosto che l’uomo italiano sia davvero ossessionato dal
bel culo, dalle grosse tette, dalla bocca carnosa, dalla
nudità anche se ostentata in maniera volgare. C’è poco da
fare, il detto sul carretto di buoi è una verità assoluta in
Italia. Che cosa ci vuoi fare? E’il sangue latino. Guarda
che premier ci ritroviamo a rappresentarci! Nella musica hip
hop o soul, per quanto ne sappia, al momento non sono
presenti in modo significativo le donne. Quelle davvero
brave le conoscono in pochi. Quelle poco credibili e
improvvisate,ma con un’immagine curata e messa in primo
piano, hanno sicuramente più possibilità di farsi conoscere,
speriamo che riescano quantomeno a rappresentare la donna in
quanto essere cerebro-dotato e non solo come contro-parte
maschile sexy ma con le palle. Che poi basta con
l’espressione “donna con le palle”! Vogliamo o non vogliamo
dar voce alle nostre ovaie??
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Prima hai detto qualcosa circa un
nuovo progetto e di una band da paura. Non puoi proprio
anticiparci niente?
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Come no? E’ semplicemente il mio
disco cantato e suonato dal vivo da basso, batteria,
chitarra, tastiera che verrà proposto nei locali interessati
a far scoprire che anche in Italia possiamo fare musica di
qualità. Con me ci sono due bravissimi coristi (ragazzo e
ragazza) grazie ai quali le atmosfere ricordano la mia tanto
amata Erykah Badu.
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Ti ringrazio tantissimo per il tempo
che ci hai dedicato. So che sei presissima. A maggior
ragione un grazie non basta. Hai uno spazio per dire o
aggiungere quello che preferisci.
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Che dire? Grazie a voi per l
intervista, è sempre un’ottima possibilità di dar voce alle
nostre opinioni! Vi auguro ogni bene e speriamo che questi
tempi bui finiscano presto, nella musica come in tutti i
settori della nostra vita messa a dura prova da una crisi
mondiale ingestibile. Fate figli bella gente! Non è vero che
è dura mantenerli, basta privarci di cose inutili. A loro in
fondo basta solo tanto amore e tanta buona musica! Quale
migliore salvezza per questo mondo “under distruction”? Un
abbraccio a tutti! One soulful love!
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